Antiquariato Orientale - Antiquares
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Antiquariato Orientale

Antiquariato e Arte Orientale

Antiquares si offre di valutare la vostra antichità orientale.
Se avete oggetti che desiderate cedere, non esitate a contattarci al numero : 392/6587032 , oppure inviateci delle foto al nostro indirizzo mail: antiquares@virgilio.it , avendo cura di fornirci ogni notizia utile sull’oggetto.
In alternativa potete compilare in ogni sua parte il form relativo.

Restiamo a Vostra disposizione per ogni chiarimento, garantendoVi massima serietà e discrezione.

 

Per antiquariato orientale, si intende una serie di oggetti, che spazia dal mobilio alle porcellane, dai vasi ai coralli.
L’origine dell’arte orientale deriva dalla necessità di incarnare, in qualcosa di bello e terreno, l’essenza spirituale.
Esempi di tale ricerca sono i brucia incensi, usati solitamente durante i riti buddisti, oppure le giade, spesso assimilate a principi morali.
Con l’apertura del mercato verso i paesi occidentali, a partire dal XIX secolo, inizia una produzione dedicata soprattutto all’esportazione. Da questa fase, deriva la vasta gamma di oggetti  oggi in commercio in Europa, sicuramente di valore inferiore rispetto a quelli prodotti esclusivamente per il mercato interno.

CERAMICA ORIENTALE: Vasi, ciotole, coppe piatti e teiere sono tra i pezzi sicuramente caratteristici.
Senza dubbio i pezzi più famosi sono di marca cinese (porcellane bianche e blu) merito delle dinastie cinesi; La dinastia Yuan (1280-1367) li introdusse e poi vennero perfezionati dalla dinastia Ming (1368-1643).
La vetrinatura degli oggetti in ceramica fece la sua prima comparsa durante la dominazione Han (206 a.C. – 220 d.C); mentre durante la dinastia Tang (616-906) comparvero le prime tecniche policrome e le figurine in ceramica. Durante i regni di Yung e Hsuen Te (1426-1435) venne realizzata una maggiore tipologia di stoviglie e oggetti d’arredo in ceramica. Durante il periodo Ming segnaliamo i draghi in ceramica e in giada.

OGGETTI DECORATI A LACCA: La lacca è un essenza che deriva da un albero cinese il Rhus Vernicifera . Il procedimento è il seguente: viene fatta un’incisione sulla corteccia di quest’albero, viene estratta la linfa che dopo vari trattamenti si trasforma in un liquido trasparente oppure opaco. Viene quindi spalmata in vari strati e successivamente incisa.
Già nel IV secolo a.C. i cinesi erano specializzati nell’uso di questa lacca su vari oggetti che poi esportavano lungo la Via della Seta, anche fino al XVIII secolo. Dal 1700 in poi con il rinnovato interesse per gli oggetti di arte orientale vennero importati una notevole quantità di mobili e tavoli laccati.

AVORIO: Il suo utilizzo in Cina durò migliaia di anni, anche per la facilità della lavorazione. Vennero fatte statuette religiose e Buddha seduti, destinati al mercato interno, mentre destinati all’esportazione erano soprattutto ventagli e porta biglietti.
Le statuette più raffinate vennero realizzate in Giappone. Questi oggetti chiamati okimono raffiguravano principalmente pescatori, guerrieri, geishe e contadini e raggiunsero un valore elevato.
Da segnalare anche le scacchiere di avorio realizzate in Cina. L’avorio proveniva da elefanti indiani ed era di colore bianco candido; per i pezzi bianchi non veniva trattato, mentre per i pezzi che per gli occidentali erano neri, veniva colorato di rosso.
GIADA: Si tratta di pietre molto dure e tra queste segnaliamo la giadeite e la nefrite.
La nefrite a causa della sua elevata durezza può essere solo levigata ed è utilizzata da migliaia di anni. Esistono giade verdi, nere e bianche (questa è la più pregiata).
La giadeite cominciò ad essere lavorata a partire dal ‘700.
Le statuette di giada (che spesso raffiguravano animali) erano di solito oggetti da tasca, con tipologie di intagli differenti: ad esempio durante la dinastia Ming erano a carattere naturalistico, mentre durante la dinastia Qing erano molto particolareggiati.
Il possedere giada conferiva un certo prestigio, e oltre a quella bianca era pregiata anche quella verde (anche se in misura minore). Gli oggetti in giada più diffusi sono statuette, dragoni, gioielli e soprammobili.

MASCHERE ORIENTALI: Si tratta di maschere usate come esorcismo contro spiriti maligni e demoni, per festeggiare le nuove nascite, o  a protezione delle abitazioni. Quelle più famose sono senza dubbio quelle dell’Opera di Pechino riconducibili alle dinastie Song (960-1279), Yuan (1271-1368) e Ming (1368-1644).
Il colore che raffigurava le maschere aveva un suo preciso significato: il rosso rappresentava il coraggio, il giallo la crudeltà, il blu il valore, il verde la giustizia, mentre la presenza di argento ed oro la spiritualità. Tra le maschere più famose va ricordata quella rossa del generale Guan Yu dei Tre Regni (220-280).

SPADE ORIENTALI: la più famosa è un arma bianca di origine giapponese denominata Katana; si tratta di una spada a lama curva e taglia singola, usata dai Samurai e con una lunghezza maggiore di 60 cm. Le spade di questo tipo vennero prodotte a partire dalla dinastia Heian (782-1180), mentre le prime spade in ferro erano state prodotte a partire dal IV secolo. Le spade giapponesi di maggior prestigio vennero realizzate dalla Scuola Bizen (Okayama), dalla Scuola Yamashiro (Kyoto) e dalla Scuola Yamato (Nara).

DIPINTI ORIENTALI: Si segnalano alcune significative opere della dinastia Ming (XIV-XVII secolo), e dei magnifici paesaggi dell’Epoca Qing (XVII-XX secolo), non opere nuove, ma riprese da antichi modelli della dinastia dell’Epoca Tang (VII-X secolo) e dell’Epoca Song (X-XIII secolo). Tra gli artisti più celebri Gù Kăizī (344-405), le sue opere più importanti sono: “Esortazione della Governante alle dame di corte”, “La ninfa del Fiume Luo” e “Donne sagge e benevole”. Durante la dinastia Tang il motivo dominante erano i paesaggi, mentre successivamente alla caduta della dinastia Qing si assiste ad un totale allontanamento dai modelli tradizionali.

INCENSIERI ORIENTALI E PARAVENTI: Gli incensieri venivano utilizzati nei luoghi di culto, in particolare si ricordano quelli dell’Epoca Han realizzati in terracotta, ceramica, bronzo ed argento. Noti anche quelli a forma di dragone della dinastia Qing e quelli della dinastia Ming realizzati in bronzo.
I Paraventi erano usati come arredi tra il XVII e il XVIII secolo, ricordiamo particolarmente quelli del Regno Kangxi, anche se quelli più rari con lo sfondo di tartaruga risalgono al XVII secolo.