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Straordinaria tempesta di Antonio Maria Marini (1668-1725)

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Con grande soddisfazione pubblichiamo nel nostro sito una importante opera  di Antonio Maria Marini dipinta sul finire del XVII secolo che, oltre a noi appassionati di arte e di dipinti antichi, farà sobbalzare il cuore in petto a tutti i veri amanti del mare.

Cenni Biografici
Antonio Marini, nato a Venezia nel 1668 e attivo fra la città lagunare, Padova e Bologna principalmente, assume un ruolo di primaria importanza nel rinnovamento e nella diffusione in area veneta di quella pittura legata ai temi di rappresentazione di paesaggi, burrasche e battaglie. [...]
Prendendo le mosse dalle visioni fantastiche e pittoresche di Salvator Rosa e sulla scia delle premesse teorico-letterarie preromantiche, Antonio Marini elaborerà una sintassi espressiva originalissima, che contribuirà non poco, in concerto con le esperienze di altri artisti innovatori, quali  Antonio Francesco Peruzzini, Sebastiano Ricci e Alessandro Magnasco, alla svolta del linguaggio pittorico avvenuta fra Sei e Settecento. (cit. “Antonio Marini” di L.Muti e D.De Sarno Prignano)

Questo meraviglioso olio su tela, che rappresenta un veliero nella tempesta, con naufraghi in primo piano e un frate che scongiura i marosi, è di una qualità e di una forza tali da lasciare senza fiato.
L’uso sapiente dei toni chiari, nelle pennellate potentemente materiche, crea un’illusione veramente sconvolgente di flutti trascinati a frangersi contro le rocce.
I naufraghi e il frate, ritratti vicino all’osservatore nella parte bassa del dipinto, sono vividi nelle espressioni di terrore, sfinimento e finanche di fede.
Anche il veliero, che si allontana dalla costa cercando scampo in acque più aperte, è ricco di dettagli e di vigore; la forza del vento si percepisce nelle vele impazzite e rigonfie, nei vessilli sferzati sugli alberi della nave, e nella impressionante inclinazione dello scafo sulle onde.
La vertiginosa profondità della scena è resa proprio attraverso il gioco di sovrapposizione dei diversi piani prospettici; l’orizzonte, il veliero con le rocce e le ondate violentissime, ed  i sopravvissuti, delineati appena con rapide pennellate, in uno stile personalissimo che il Marini amava utilizzare, precursore e genio della sua epoca.
Questo dipinto fu senza alcun dubbio noto anche a Francesco Guardi, che in una Burrasca dipinta verso la metà del Settecento si ispira in modo diretto al naufrago di quest’opera, riprendendone la stessa posizione di fuga e terrore (cfr. terz’ultima foto allegata all’articolo – Altre Foto- con figure prese da “Burrasca” di Francesco Guardi).
L’opera, a cui è stato effettuato un restauro conservativo, è stata rintelata ed è in buonissimo stato di conservazione.
Le misure sono 123 x 72 cm e di 140 x 88 cm con cornice (in stile).
Art. 216)

Venduta

 


 

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