Cenni biografici dei principali Pittori - A - Antiquares
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Cenni biografici dei principali Pittori – A

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ALBANI FRANCESCO

Antiquares si offre di valutare dipinti attribuiti a Francesco Albani o alla sua scuola.

Potete richiedere il nostro parere, per una stima del valore di un’opera di questo o di altri autori che avete in collezione, o che avete ricevuto in eredità.

Siamo disponibili ad acquistare quadri di Francesco Albani o di uno dei suoi allievi, dopo una prima visione in foto ed un successivo approfondimento dal vivo.

Potete utilizzare i moduli di contatto o i form di valutazione, per una prima stima gratuita e non vincolante.

Riceverete una prima indicazione sul valore reale del vostro quadro, di Francesco Albani o del suo ambito pittorico.

 

Francesco Albani (Bologna 1578 – 1660) nasce da Agostino mercante di Seta e da Elisabetta Torri. Alla morte del padre avvenuta nel 1590 si reca nella bottega del pittore fiammingo manierista Denijs Calvaert e qui inontra artisti come il Domenichino e Guido Reni.

Successivamente i tre artisti si trasferiscono nell’Accademia dei Carracci dove si trovavano Agostino e Ludovico in quanto il terzo fratello Annibale si era tasferito a Roma presso palazzo Farnese. In questo periodo collabora alla decorazione di Palazzo Fava con le narrazioni dell’Eneide di Virgilio.

Si trasferisce a Roma a partire dal 1601 e diviene collaboratore di Annibale Carracci con il quale contribuisce agli affreschi di San Giacomo degli Spagnoli.

Dopo un breve ritorno a Roma tra il 1609 ed il 1610 collabora prima con Guido Reni alla decorazione della Cappella dell’Assunta al Quirinale, e poi a Bassano romano con il Domenichino e il suo allievo Giovanni Battista Viola alle decorazioni di Palazzo Giustiniani.

Intorno al 1614 si iscrive all’Accademia Romana di San Luca. Fece ritorno a Bologna a partire dall’anno 1617 e dipinse il Battesimo di Cristo presso la Chiesa di San Giorgio in Poggiale, la pala della Chiesa dei Servi a Rimini.

Tra il 1621 ed il 1622 opera per Ferdinando di Gonzaga a Mantova presso la Villa Favorita assieme a Lucio Massari.

Tra il 1630 ed il 1632, rientrato a Bologna, affresca la Cappella Cagnoli di Santa Maria di Galliera.

Francesco Albani contribuì in maniera determinante alla diffusione del classicismo bolognese, tramite la rappresentazione di tematiche religiose e soprattutto mitologiche. La sua ultima opera ricosciuta è probabilmente il Riposo nella fuga in Egitto custodito a Palazzo Pitti e realizzato per Vittoria de’ Medici.

ALLEGRI ANTONIO (CORREGGIO)

Antiquares si offre di valutare dipinti attribuiti ad Antonio Allegri o alla sua scuola.

Potete richiedere il nostro parere, per una stima del valore di un’opera di questo o di altri autori che avete in collezione, o che avete ricevuto in eredità.

Siamo disponibili ad acquistare quadri di Antonio Allegri o di uno dei suoi allievi, dopo una prima visione in foto ed un successivo approfondimento dal vivo.

Potete utilizzare i moduli di contatto o i form di valutazione, per una prima stima gratuita e non vincolante.

Riceverete una prima indicazione sul valore reale del vostro quadro, di Antonio Allegri o del suo ambito pittorico.

ALLORI ALESSANDRO

Antiquares si offre di valutare dipinti attribuiti ad Alessandro Allori o alla sua scuola.

Potete richiedere il nostro parere, per una stima del valore di un’opera di questo o di altri autori che avete in collezione, o che avete ricevuto in eredità.

Siamo disponibili ad acquistare quadri di Alessandro Allori o di uno dei suoi allievi, dopo una prima visione in foto ed un successivo approfondimento dal vivo.

Potete utilizzare i moduli di contatto o i form di valutazione, per una prima stima gratuita e non vincolante.

Riceverete una prima indicazione sul valore reale del vostro quadro, di Alessandro Allori o del suo ambito pittorico.

 

Alessandro Allori nasce a Firenze nel 1535. Suo padre era uno spadaio; entrò giovane  nella bottega di Agnolo Bronzino che gli fece da maestro e successivamente da padre. Già nel 1552 dipinse la sua prima crocifissione per conto di Alessandro De’ Medici. Nel 1554 va a Roma dove senza dubbio entra in contatto con numerosi artisti tra cui Michelangelo di cui studierà le opere. In questo periodo dipinge un Autoritratto e il Ritratto di Ortensia de’ Bardi, conservati agli Uffizi. Alla morte del padre Bronzino divenne a tutti gli effetti il capo famiglia e infatti Alessandro prende il nome di Bronzino all’interno del suo cognome. Nel 1560 è intento a decorare la cappella Montauto nella SS Annunziata. Comincia a scrivere un trattato di anatomia, dipinge il Cristo e i santi Cosma e Damiano di Bruxelles e la Deposizione per Santa Croce. Nel 1561 termina il Noli me tangere custodito al Louvre. Lavora al servizio dei Medici divenendo anche il direttore della fabbrica di arazzi fiorentini. Per lo studiolo di Francesco I de Medici, Alessandro Allori, intorno al 1570, esegue la “Pesca delle perle” conservato a Firenze in Palazzo Vecchio con l’intero Studiolo. Nelle sue opere utilizza diverse suggestioni: fiamminghe nel Ratto di Proserpina, michelangiolesche nella Pietà del 1571, di Andrea del Sarto nel Cristo e l’adultera di Santo Spirito e nel Cenacolo del Carmine, del Bronzino nella Sacra Famiglia del 1576, romani nelle decorazioni di Palazzo Salviati. Le opere del suo ultimo periodo si orientano sul devoto utilizzando la tradizione fiorentina di Andrea del Sarto, Michelangelo e Bronzino e unendola con arredi preziose e stoffe pregiate; in questo senso ricordiamo la Sacra famiglia con sant’Anna e san Francesco, visibile al Prado, le Nozze di Cana in Sant’Agata, del 1600, il Cristo nella casa di Marta e Maria a Vienna, del 1605, l’Ultima cena realizzata nel 1582 per il Convento di Astino e oggi conservata nel Palazzo della Ragione di Bergamo. Dagli anni novanta in poi si avvale della collaborazione di suo figlio Cristofano. Cominciano a comparire ampi paesaggi come nel Sacrificio d’Isacco, del 1601 e nella Chiamata di San Pietro, del 1596 entrambi agli Uffizi. Tra le ultime opere, intorno al 1604, è la Predica di san Giovanni Battista di Palazzo Pitti, ambientata ancora in un paesaggio fiammingo, un bosco che si allunga e si apre alle luci del tramonto, un’atmosfera di calma e di attesa silenziosa. Vicino alla morte, pur delegando molto al figlio, dipingerà ancora il San Francesco di Arezzo ed una Madonna cutodita a Gand. Muore nel 1807.

ALLORI CRISTOFANO

Antiquares si offre di valutare dipinti attribuiti a Cristofano Allori o alla sua scuola.

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Cristofano Allori, figlio del pittore Alessandro nasce a Firenze nel 1577. Il padre noto pittore e allievo di Bronzino lo prende fin da giovane a bottega e infatti la sua prima opera è datata 1590 un acerbo Ritratto del conte Ugo di Toscana. Copiò alcune tele di Raffaello e studiò le opere di Bronzino. Seguiva gli esempi del Cigoli e di Santi di Tito, ma non essendo più in sintonioacon le fredde colorazioni del padre andò presso la bottega di Gregorio Pagani esponente del Tardo Manierismo.
La prima opera da lui composta in questo periodo fu Il Beato Manetto che risana uno storpio muto. Le sue opere si caratterizzano per la loro stretta aderenza alla natura e per la delicatezza e la perfezione tecnica della loro esecuzione. La sua abilità tecnica è testimoniata dal fatto che alcune copie di dipinti del Correggio sembrano essere stati realizzati proprio dal Correggio stesso. Ma rimangono poche opere per la sua estrema pignoleria. Tra queste ricordiamo la Giuditta con la testa di Oloferne; di questa opera ne esistono tre versioni, una a palazzo Pitti, una alla Queen’s Gallery di Londra ed una in una collezione privata di Arenzano. Si ritiene che Oloferne rappresenti un autoritratto mentre Giuditta dovrebbe essere la sua amante. Morì a Firenze nel 1621.

AMIGONI JACOPO

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Jacopo Amigoni nasce nel 1682. La sua formazione è certamente nella cerchia di Luca Giordano con vari influssi di Francesco Solimena e della scuola romana. Nella città lagunare, subisce gli influssi di Antonio Balestra, Giovanni Antonio Pellegrini Antonio Bellucci, Sebastiano Ricci,e Rosalba Carriera. Nel 1717 si reca in Baviera nel Castello di Nymphenburg, dal 1719 nel castello di Schleissheim e dal 1725 al 1729 nell’abbazia benedettina di Ottobeuren. Nei suoi affreschi si intravedon o i primi segnali del rococò e anche per questo in Germania viene coniato il termine di Stile Amigoni. Nel 1730 si trasferisce in Inghilterra prestando la sua opera nel Palazzo Thonkerville, a Pown House, a Moor Park e nel Teatro del Covent Garden, illustrando scene mitologiche e storiche. Rientrato in Italia nel 1739 si hanno notizie di un soggiorno a Montecassino (esistevano due tele distrutte durante la guerra) e soprattutto a Venezia lavorando per il commerciante berlinese Sigismund Streit, per la Casa Savoia e per chiese e palazzi veneziani e veneti. Sul finire dell’anno 1747 si stabilisce a Madrid, chiamato da Ferdinando VI e da Maria Barbara di Braganza, forse su suggerimento dell’amico Farinelli, quale pittore della corte e direttore dell’Accademia Reale di San Fernando, lavorando anche a Segovia e ad Aranjuez, per manifatture di arazzi. Morì a Madrid nel 1752.

ANESI PAOLO

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Paolo Anesi nasce a Roma nel 1697 ed è considerato il principale pittore vedutista romano del Settecento. Studiò con Giuseppe Bartolomeo Chiari e, in seguito, nella bottega di Bernardino Fergioni. Venne influenzato molto dai bamboccianti e molti suoi paesaggi furono acqistati da compratori stranieri. I suoi Capricci con rovine del Foro rappresentano dei precursori di Marco Ricci e ricordano i medesimi soggetti di Giovanni Paolo Pannini. Nel 1757 divenne membro della Congregazione dei Virtuosi al Pantheon. Molto celebri sono gli affreschi di paesaggi di Villa Albani e anche gli affreschi di Palazzo Segardi a Siena e quelli di Villa Doria Pamphilj e Villa Chigi a Roma. Altri suoi paesaggi sono presenti a nelle Galleria Doria Pamphilj, Galleria Corsini e Galleria Pallavicini a Roma; Il suo allievo più celebre fu Francesco Zuccarelli. Morì in condizioni di estrema povertà nel 1773.

ANGUISSOLA SOFONISBA

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Sofonisba Anguissola nasca a Cremona nel 1532. Discendente della nobile famiglia piacentina divenne una delle prime pittrici femminile di un certo rilievo anche se non al livello di Artemisia Gentileschi, Elisabetta Sirani, Rosalba Carriera o Angelika Kauffmann. Era la prima dei sette figli di Amilcare Anguissola e di Bianca Ponzoni, entrambi di famiglia nobiliare. Quattro sorelle all’inizio erano pittrici, salvo poi cambiare attività. Si formò alla scuola del pittore lombardo Bernardino Campi. Partecipò alla vita delle corti dell’epoca, ed ebbe una grande corrispondenza con numerosi artisti. Venne citata anche nelle Vite di Giorgio Vasari. Fu il Padre ainviare alcuni disegni a Michelangelo per farla conoscere meglio. Nel 1559 approdò alla corte di Filippo II di Spagna in qualità di dama di corte della regina Elisabetta; rimase a corte fino alla morte della Regina come ritrattista della famiglia reale. Nel 1573 sposò il nobile siciliano Fabrizio Moncada e si trasefrì in Sicilia a Paternò. Lasciata l’isola alla morte del marito ritornò in Sicila solo nel 1615 in seconde nozze continuando a dipingere anche se l’abbassamento della vista ne limitava di molto l’attività. La sua fama tuttavia aveva raggiunto alti livelli tanto che Antony Van Dick che aveva preso il suo posto alla corte spagnola, confessò la sua forte ammirazione: nel 1624 i due si incontrarono a Palermo e Van Dick fece un ritratto della pittrice. Sofonisba Anguissola morì lnel 1625, e fu sepolta nella chiesa palermitana di San Giorgio dei Genovesi.

ARBOTORI BARTOLOMEO

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ARCIMBOLDO

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ASSERETO GIOACCHINO

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Gioacchino Assereto nasce a Genova nel 1600 e diviene allievo di Luciano Borzone e successivamente di Andrea Ansaldo. Frequentò l’Accademia di Nudo che era stata istituita in casa Doria ed entrò in contatto con Bernardo Strozzi (detto il Cappuccino o il Prete genovese) che lo avvicinò alla pittura lombarda ed in particolare a Giulio Cesare Procaccini. I suoi primi dipinti risentono della pittura Lomabarda del Seicento a carattere prettamente religioso come il Cristo deriso (Genova, palazzo Bianco), una pala per la Parrocchiale di Recco con Cinque santi (1626, Recco, chiesa di S.Giovanni Battista), il Martirio di San Bartolomeo (Genova, Accademia Linguistica) e numerosi altri episodi storici o biblici. Nel 1639 si reca a Roma e resta incantato dal Caravagggio. Insieme a Strozzi è uno dei principali esponenti del Seicento Genovese. Muore a Genova nel 1649.