Oggetti da scavo – Approfondimento - Antiquares
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Oggetti da scavo – Approfondimento

La detenzione di reperti Archeologici

La legge n.364 del 1909 dispone che qualunque ritrovamento di reperti archeologici non appartiene a chi lo ha trovato ma è patrimonio dello Stato in quanto sia i fondali marini che il sottosuolo appartengono al demanio pubblico. Solo se il ritrovamento fosse avvenuto antecedentemente al 1909 tali bene potrebbero appartenere all’autore del ritrovamento.
Nel caso di ritrovamento di tali reperti deve essere fatta una denuncia alla Soprintendenza per i beni archeologici entro 24 ore.
Nel caso questi reperti fossero già custoditi all’interno d abitazioni in seguito a compravendite, eredità donazioni, la Soprintendenza dopo aver catalogato il bene, se lo stesso risultasse essere di particolare rilevanza, potrebbe decidere per la procedura di dichiarazione di interesse. In questo caso viene effettuato un contratto con il possessore che si impegna a custodire il bene stesso e che si impegna a comunicare ogni spostamento del bene stesso. Naturalmente la Soprintendenza con l’ausilio delle Forze dell’Ordine effettueranno periodicamente delle verifiche per valutare lo stato di conservazione del bene.

Nell’eventualità di una compravendita di beni sottoposti a vincolo è necessario un’apposita denuncia alla Soprintendenza per consentire allo stato il diritto di prelazione entro un termine massimo di sessanta giorni.
Nel caso di vendita, vendita fallimentare, successione a causa di morte, la denuncia di trasferimento ha un termine massimo di 30 giorni. Se si riscontrassero anomalie, ritardi o vizi di forma nella presentazione di tale denuncia, il Ministero competente ha il diritto di prelazione da esercitare entro e non oltre 180 giorni dal ricevimento degli atti.