San Carlo Borromeo - Antiquares
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San Carlo Borromeo

Antiquares si offre di valutare dipinti raffiguranti
San Carlo Borromeo

Potete richiedere il nostro parere, per una stima del valore di un'opera, con questo soggetto, che avete in collezione, o che avete ricevuto in eredità. Siamo disponibili ad acquistare quadri raffiguranti San Carlo Borromeo dopo una prima visione in foto ed un successivo approfondimento dal vivo. Potete utilizzare i moduli di contatto o i form di valutazione, per una prima stima gratuita e non vincolante. Riceverete una prima indicazione sul valore reale del vostro quadro.

Category
C, Iconografia
About

Carlo nacque ad Arona, sul Lago Maggiore, nel 1538, in una nobile e ricca famiglia. Il padre, Gilberto, era noto per la profonda religiosità e per la sua generosità verso i poveri. Anche la madre, Margherita, era molto devota: purtroppo morì quando Carlo aveva solo nove anni. Questo influsso dei genitori rimarrà fondamentale nella sua educazione. A 12 anni, Carlo fu nominato commendatario di un’abbazia benedettina di Arona, che fruttava una rendita di 2000 scudi. Ed era talmente maturo per la sua età che decise di utilizzare quel denaro per i poveri. Frequentò gli studi a Milano e Pavia con grande successo e diventa dottore in utroque jure (in pratica diritto civile e diritto canonico) nel 1559 all’età di soli 21 anni. Qui uistituì nel 1564 il primo collegio per studenti poco abbienti ma con alti livelli di preparazione, l’”Almo Collegio Borromeo” che ad oggi è il più antico di Pavia ed uno dei più antichi d’Italia. Divenne commendatario di varia abbazia e ogni ricavato veniva donato ai poveri. Nel frattempo a Roma Giovan Angelo Medici da Marignano, che era suo zio materno divenne Papa con il nome di Pio IV e volle con se i suoi nipoti Carlo e Federico per l’amministrazione degli affari della Chiesa. Fece una carriera rapida all’interno della Chiesa e già a 22 anni era Cardinale, con un ruolo equiparabile oggi al segretario di stato. Ricopriva numerose cariche e fondò anche un’accademia umanistico letteraria e comprò un palazzo dove avvenivano fastosi ricevimenti. La morte improvvisa del fratello Federico avvenuta nel 1562 segnò un passo decisivo nella sua vita. Nonostante gli inviti a sposarsi per dar seguito alla stirpe di famiglia decise di consacrarsi ancora di più alla vita religiosa. Ci fu un cambiamento radicale fatto di digiuni e preghiera, la rinuncia al cenacolo umanistico letterario e una dedizione a Dio e ai poveri sulle orme di Ignazio di Loyola e Filippo. Dapprima suo zio Papa lo osteggiò ma poi ne seguì l’esempio. Venne convocato il Concilio di Trento in cui veniva perorata la messa come vero e proprio sacrificio di Cristo contrastando la visione protestante. Ridando valore al matrimonio e al celibato sacerdotale. Alla morte del Papa (suo zio), dopo aver sponsorizzato l’elezione di un Papa che potesse in qualche modo continuato l’opera iniziata con il Concilio di Trento, prese in mano la Diocesi di Milano. La sua opera pastorale fu incessante con visite anche ai borghi più sperduti, fu il primo a richiedere ai singoli sacerdoti e alle singole parrocchie un elenco aggiornato di battesimi, matrimoni e morti. Si impegnò in opere assistenziali soprattutto durante la carestia del 1569-1570 e durante la peste del 1576-1577. Per ordine del papa Pio V procedette alla riforma dell’Ordine degli Umiliati che aveva idee molto vicine a protestanti e calvinisti. Ma questo non piacque agli Umiliati che attentarono alla sua vita sparandogli mentre era in preghiera; venne preso solo di striscio ma Carlo vide in questo un evento divino, si oppose alla decisione di punire gli autori del gesto ma le leggi in vigore non lo consentivano e quattro appartenenti all’Ordine vennero giustiziati e i beni devoluti ad altri Ordini. Contrastò fermamente i protestanti svizzeri e la stregoneria. Indebolito dalla peste e dagli incessanti viaggi pastorali morì all’età di soli 46 anni nel 1584.Il suo emblema è il bastone pastorale.