San Tommaso d’Aquino - Antiquares
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San Tommaso d’Aquino

Antiquares si offre di valutare dipinti raffiguranti
San Tommaso d’Aquino

Potete richiedere il nostro parere, per una stima del valore di un'opera, con questo soggetto, che avete in collezione, o che avete ricevuto in eredità. Siamo disponibili ad acquistare quadri raffiguranti San Tommaso d’Aquino dopo una prima visione in foto ed un successivo approfondimento dal vivo. Potete utilizzare i moduli di contatto o i form di valutazione, per una prima stima gratuita e non vincolante. Riceverete una prima indicazione sul valore reale del vostro quadro.

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Iconografia, T
About

Tommaso, nacque nel 1225, nel castello di Roccasecca (Frosinone), nel Basso Lazio,  facente parte del feudo dei conti d’Aquino. Il padre, Landolfo, era di origine longobarda e, vedovo con tre figli, aveva sposato in seconde nozze Teodora, napoletana, di origine normanna; dalla loro unione nacquero nove figli, cinque femmine e quattro maschi, dei quali Tommaso era l’ultimo. Il bimbo, a cinque anni, (secondo le tradizioni dell’epoca) fu mandato come “oblato” nell’Abbazia di Montecassino, dove lo zio era abate. Verso i 14 anni, Tommaso, nel 1239 fu costretto, a causa dell’occupazione militare voluta da Federico II, ad abbandonare l’abbazia. L’abate accompagnò personalmente l’adolescente Tommaso dai genitori, raccomandando loro di farlo studiare presso l’Università di Napoli, allora sotto la giurisdizione dell’imperatore. Durante questo suo soggiorno a Napoli, Tommaso venne in contatto con i Domenicani, che vi avevano fondato un convento nell’anno 1231. L’ingresso di Tommaso all’interno dei frati predicatori contrastava con i propositi della madre, di farlo diventare abate di Monteccasino. Fatto prelevare dai fratelli, fu portato nel Castello di Monte San Giovanni Campano, ove rimase per due anni, nei quali subì pressioni per convincerlo ad assecondare il volere della madre. Gli sforzi furono però vani e fece pertanto ritorno a Napoli.
A Napoli frequentò il corso delle Arti liberali, ed ebbe l’opportunità di conoscere alcuni testi di Aristotele, allora proibiti nelle facoltà ecclesiastiche, intuendone subito il grande valore.
Tommaso venne poi inviato a Roma, presso il Maestro dell’Ordine Giovanni Teutonico, che si stava dirigendo a Parigi; Tommaso lo seguì, rimase in Francia per circa tre anni, fino 1248.  Al seguito di Fra Alberto, si recò poi a Colonia, dove ebbe modo di completare la sua formazione.  Nel 1252, venne inviato nuovamente a Parigi, ad insegnare. Su indicazione di Tommaso vennero ritradotti i testi di Aristotele, fino ad allora vietati a Parigi. La sua cultura e la sua grande apertura mentale furono pertanto a servizio della verità. Tra il 1259 e il 1268 fu nuovamente in Italia, impegnato nell’insegnamento e negli scritti teologici: venne assegnato ad Orvieto, come lettore, vale a dire responsabile per la formazione continua della comunità. Qui ebbe il tempo per completare la stesura della Summa contra Gentiles (iniziata nel 1258) e della Expositio super Iob ad litteram (1263-1265). Tra il 1265 e il 1268 fu inviato a Roma, come maestro reggente. Durante il suo soggiorno, assegnato alla formazione intellettuale di giovani dominicani, Tommaso cominciò a scrivere la Summa Theologiae e compilò numerosi altri scritti, riguardanti varie questioni economiche, canoniche e morali. In questo periodo, ebbe l’opportunità di lavorare con la corte papale. Dopo un altro breve periodo trascorso a Parigi, nel 1272, tornò in Italia. Gli venne conferito allora l’incarico di avviare uno Studium di teologia a Napoli. Nel 1274 si mise in viaggio per Lione, dove Papa Gregorio X aveva indetto il Concilio. Le forze venivano a mancare, dapprima si fermò nel Castello di Maenza, dove abitava sua nipote Francesca, e successivamente, ormai malato, si fermò all’Abbazia di Fossanova, dove morì il 7 Marzo 1274. Patrono di teologi, accademici, librai, studenti. Viene raffigurato in abiti domenicani, con un sole raggiato sul petto ed un libro aperto. Una raffigurazione frequente è quella in gloria, su di un trono, con gli angeli che gli porgono la corona sul capo.