Santa Rita da Cascia - Antiquares
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Santa Rita da Cascia

Antiquares si offre di valutare dipinti raffiguranti
Santa Rita da Cascia

Potete richiedere il nostro parere, per una stima del valore di un'opera, con questo soggetto, che avete in collezione, o che avete ricevuto in eredità. Siamo disponibili ad acquistare quadri raffiguranti Santa Rita da Cascia dopo una prima visione in foto ed un successivo approfondimento dal vivo. Potete utilizzare i moduli di contatto o i form di valutazione, per una prima stima gratuita e non vincolante. Riceverete una prima indicazione sul valore reale del vostro quadro.

Category
Iconografia, R
About

Si chiamava Margherita Lotti, nacque a Roccaporena (a pochi km da Cascia) nel 1381. Antonio Lotti e Amata Ferri, i suoi genitori, erano già anziani. Molto religiosi, erano indicati dal Comune come “pacieri di Cristo”,  nelle lotte politiche tra guelfi e ghibellini. I genitori, come era abitudine, la indirizzarono molto presto verso il matrimonio; Rita sposò quindi Paolo di Ferdinando di Mancino (o Mancini), forse un ufficiale della guarnigione di Collegiacone, descritto tradizionalmente come un uomo orgoglioso ed irruente, appartenente alla fazione ghibellina. Il carattere di Rita con il tempo mitigò lo spirito violento ed impulsivo del marito, al punto che, abbandonate le armi, si dedicò ad un mulino appena acquistato. Dal loro matrimonio nacquero due figli : Giangiacomo Antonio e Paolo Maria. Dopo diciotto anni di matrimonio, suo marito venne ucciso forse da ex compagni. Rita non serbò rancore, si dice che pregò affinche i suoi due figli non covassero desideri di vendetta. Tra il 1401 ed il 1403, i suoi due figli tuttavia morirono entrambi di malattia. Rita decise allora di entrare nel Monastero agostiniano di Santa Maria Maddalena, nel 1407. Si narra che venne portata in volo dai suoi tre santi protettori (Sant’Agostino, San Nicola da Tolentino e San Giovanni Battista) dallo scoglio di Roccaporena, ove si recava solitamente a pregare, fin dentro il monastero. La vita di Rita era dedita a digiuni, preghiere, penitenze e cura di ammalati. La sera del Venerdì Santo dell’anno 1432, ricevette una spina in fronte, direttamente dalla corona di Gesù, mentre era in preghiera per la Passione. La stimmate sulla fronte e le condizioni di salute ormai precarie, la costringevano a muoversi poco. Tuttavia nel 1446 volle partire alla volta di Roma, per la canonizzazione di Nicola da Tolentino. Rita rimase nel letto per molto tempo, per gli sforzi e la salute precaria. Secondo la tradizione devozionale seicentesca, che lega strettamente Rita alle api, come erano apparse api bianche sulla sua culla, così apparvero api nere sul suo letto di morte. Si narra anche che, in inverno, Rita chiese a sua cugina di prendere nell’orto di Roccaporena due fichi ed una rosa:  la cugina incredula trovò sotto la neve ciò che le aveva indicato, simboli della purezza dell’animo di suo marito e dei suoi due figli. E’ per questi motivi che le api, le rose ed i fichi sono oggi considerati gli attributi iconografici della Santa.